Un fastidio comune quando mangi o bevi qualcosa di freddo, caldo o dolce: ecco da cosa dipende e come gestirlo giorno per giorno.
Cos’è la sensibilità dentinale
Capita a molti: un sorso di acqua fredda, un cucchiaino di gelato o anche solo un colpo d’aria fresca provocano una fitta breve ma intensa a uno o più denti. Questo fenomeno si chiama ipersensibilità dentinale e dipende da come è fatto il dente.
Sotto lo smalto e sotto la superficie della radice si trova la dentina, un tessuto attraversato da migliaia di piccoli canali microscopici, i tubuli dentinali, che comunicano con il nervo all’interno del dente. Quando smalto o gengiva non proteggono più completamente la dentina, gli stimoli esterni raggiungono il nervo più facilmente e generano quella sensazione di dolore acuto e passeggero.
La sensibilità dentinale può interessare uno o più denti, comparire in modo graduale nel corso di mesi oppure manifestarsi all’improvviso dopo un trattamento odontoiatrico o un periodo di forte stress che ha portato a serrare i denti più del solito. L’intensità varia molto da persona a persona: c’è chi avverte solo un lieve fastidio occasionale e chi, invece, evita ormai da tempo cibi e bevande fredde per non provare dolore.
Le cause più frequenti
La sensibilità non è un problema a sé stante, ma quasi sempre il segnale di qualcos’altro. Le cause più comuni sono:
- Recessione gengivale: la gengiva si ritira e scopre la radice del dente, dove non c’è smalto a fare da barriera.
- Erosione dello smalto, dovuta a un consumo frequente di alimenti e bevande acide, a reflusso gastrico o a episodi di vomito ripetuti.
- Spazzolamento troppo energico o con uno spazzolino a setole dure, che nel tempo assottiglia lo smalto e favorisce la recessione gengivale.
- Bruxismo, cioè il digrignamento o serramento dei denti, che usura la superficie dentale.
- Trattamenti come lo sbiancamento professionale o alcune procedure odontoiatriche, che possono causare una sensibilità transitoria.
- Presenza di carie, otturazioni non più integre o un dente incrinato, che espongono direttamente la dentina.
Capire quale di queste situazioni riguarda il tuo caso è importante, perché il rimedio più adatto cambia a seconda della causa.
Cosa puoi fare ogni giorno
Alcune abitudini quotidiane possono ridurre il fastidio e, soprattutto, evitare che la situazione peggiori nel tempo.
- Usa uno spazzolino a setole morbide e sostituiscilo quando le setole iniziano a sfibrarsi.
- Spazzola con movimenti delicati e circolari, evitando di premere con forza soprattutto vicino al margine gengivale.
- Valuta, insieme al tuo dentista o igienista, un dentifricio formulato per denti sensibili: alcuni principi attivi possono contribuire a ridurre gradualmente la trasmissione degli stimoli lungo i tubuli dentinali.
- Limita la frequenza di bevande e alimenti molto acidi (agrumi, bevande gassate, vino) e, quando li consumi, evita di spazzolare i denti nei trenta minuti successivi, perché lo smalto è temporaneamente più vulnerabile.
- Se sospetti di digrignare i denti, soprattutto di notte, parlane con il tuo dentista: può valutare se un bite notturno sia indicato nel tuo caso.
Questi accorgimenti aiutano, nella maggior parte dei casi, a contenere il fastidio, ma non sostituiscono una valutazione professionale quando la sensibilità persiste o peggiora.
Quando serve l’intervento del dentista
Se la sensibilità non migliora con le abitudini quotidiane, o se è comparsa in modo improvviso e localizzata su un solo dente, è il momento di prenotare una visita. Il dentista può individuare la causa specifica attraverso una visita clinica e, se necessario, una radiografia, ed escludere problemi più seri come una carie profonda o una frattura.
A seconda della diagnosi, le soluzioni professionali possono comprendere l’applicazione di agenti desensibilizzanti direttamente sulla zona interessata, la sigillatura delle aree di dentina esposta, il ripristino di un’otturazione non più integra oppure, nei casi di recessione gengivale più marcata, la valutazione di un trattamento parodontale mirato a proteggere nuovamente la radice. La scelta dipende sempre dalla causa individuata: non esiste un’unica soluzione valida per tutti.
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Il ruolo dei controlli periodici
I controlli periodici aiutano a intercettare la causa in anticipo, spesso prima che il fastidio diventi importante. Durante una seduta di igiene professionale, il dentista o l’igienista possono valutare lo stato delle gengive, la presenza di segni di erosione o di usura da bruxismo, e suggerire correzioni mirate alla tecnica di spazzolamento. Anche l’applicazione professionale di fluoro, quando indicata, può contribuire a rinforzare lo smalto nelle zone più esposte. Mantenere una cadenza regolare di controlli, oltre a prevenire carie e problemi gengivali, è quindi anche uno strumento utile per tenere sotto controllo la sensibilità dentinale nel tempo.
Segnali che non vanno sottovalutati
Un conto è il fastidio breve e prevedibile legato a uno stimolo freddo o dolce, un altro è un dolore che compare da solo, dura a lungo dopo lo stimolo, o ti sveglia di notte. Questi segnali possono indicare un coinvolgimento più profondo del dente, ad esempio a livello della polpa dentale, e richiedono una valutazione tempestiva.
Allo stesso modo, se noti che la sensibilità si accompagna a gonfiore, sanguinamento gengivale frequente o un dente che si muove leggermente, non aspettare il prossimo controllo di routine: prenota prima una visita mirata. Individuare per tempo la causa rende quasi sempre più semplice e conservativo il trattamento successivo.
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